Quando due persone otterrebbero lo stesso codice fiscale, l’Agenzia delle Entrate assegna alla seconda un codice modificato: le cifre vengono sostituite da lettere secondo una tabella fissa. Qui puoi calcolare le 7 varianti progressive di qualsiasi codice.
Le posizioni numeriche del codice fiscale sono 7: anno (posizioni 7–8), giorno (10–11) e le tre cifre del codice catastale (13–15). In caso di omocodia si parte dalla cifra più a destra (posizione 15) e si sostituisce con la lettera corrispondente; se non basta, si passa alla cifra successiva verso sinistra, e così via. Dopo ogni sostituzione il carattere di controllo viene ricalcolato.
| Cifra | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Lettera | L | M | N | P | Q | R | S | T | U | V |
Esempio: la prima variante di RSSMRA80A01H501U è RSSMRA80A01H50MM — l’ultima cifra 1 diventa M e il controllo passa da U a M.
Si parla di omocodia quando l’algoritmo genera lo stesso codice fiscale per due persone diverse: succede con omonimi nati lo stesso giorno nello stesso comune, ma anche con nomi diversi che producono le stesse triplette di lettere. In Italia i casi noti sono decine di migliaia.
Alla seconda persona viene assegnato un codice modificato: partendo dal carattere più a destra tra i 7 numerici, le cifre vengono sostituite da lettere secondo una tabella fissa (0→L, 1→M, 2→N, 3→P, 4→Q, 5→R, 6→S, 7→T, 8→U, 9→V). Il carattere di controllo viene poi ricalcolato.
Sì, se le lettere compaiono solo nelle 7 posizioni numeriche (7–8, 10–11, 13–15) e appartengono alla tabella di sostituzione, e se il carattere di controllo torna. È un codice perfettamente ufficiale, solo più raro.
Le sostituzioni progressive sono 7 (una per ogni cifra), ma combinando le posizioni in tutti i modi possibili si arriva a 127 varianti teoriche. Nella pratica l’Agenzia procede in ordine, quindi le prime varianti sono di gran lunga le più comuni.