Uffici dell’Agenzia delle Entrate, modello AA4/8, consolati e Sportello Unico: tutte le strade per ottenere l’attribuzione ufficiale del codice fiscale.
Il codice fiscale è attribuito esclusivamente dall’Agenzia delle Entrate: nessun sito, incluso questo, può “rilasciare” un codice ufficiale. Il calcolo online serve a conoscere in anticipo il codice che l’algoritmo produce, ma il valore legale nasce solo con la registrazione in Anagrafe Tributaria. Vediamo dove e come si richiede.
Per i neonati in Italia il codice viene attribuito d’ufficio: al momento della registrazione della nascita il comune trasmette i dati all’Agenzia delle Entrate, che genera il codice e invia a casa la tessera sanitaria (i dettagli nella guida per i neonati). Anche i cittadini stranieri che richiedono il permesso di soggiorno ricevono il codice tramite lo Sportello Unico per l’Immigrazione o la Questura.
Chi risiede all’estero può richiedere il codice fiscale alla rappresentanza diplomatico-consolare italiana del paese di residenza, che inoltra la domanda all’Agenzia delle Entrate. È la strada tipica per italiani iscritti all’AIRE e per stranieri che devono ad esempio acquistare un immobile in Italia o aprire un rapporto con una banca italiana. La guida per i cittadini stranieri approfondisce i casi più comuni.
L’attribuzione è gratuita e il codice non scade mai: rimane lo stesso per tutta la vita, anche cambiando residenza o cittadinanza. Cambia solo in caso di variazione dei dati anagrafici (ad esempio rettifica del nome) o di correzione di errori: in queste ipotesi vedi la guida alla correzione dei dati.
Non esiste una procedura online aperta a tutti: la domanda si presenta in ufficio, via PEC o tramite consolato. I neonati e i richiedenti permesso di soggiorno lo ricevono d’ufficio.
Dipende dall’ufficio: molte sedi dell’Agenzia delle Entrate richiedono la prenotazione tramite il servizio di appuntamenti del sito ufficiale o l’app.
Sì, con delega scritta e copia del documento del delegante oltre al documento del delegato.